Napoli è la città che ha inventato la pizza e non lo ha mai dimenticato. Ogni
vicolo, ogni slargo, ogni palazzo decadente nasconde un forno che profuma di
basilico e legna. Ma quale scegliere?
Ammettiamolo: andare a Napoli e mangiare una pizza mediocre sarebbe un piccolo crimine.
La città partenopea non è solo la culla della pizza — è il posto dove questa preparazione è
ancora un rito, una cerimonia laica che si celebra ogni giorno, dal mattino presto fino a notte
fonda.
Cosa rende grande una pizza napoletana?
Prima di partire con i consigli, è utile capire cosa si nasconde dietro il Disciplinare della Vera
Pizza Napoletana, quel documento che dal 2009 definisce le regole del gioco. L’impasto deve
usare farina di grano tenero tipo 00 o tipo 0, acqua, lievito di birra naturale o lievito madre, e
sale. La maturazione minima è di 8 ore, ma i migliori pizzaioli arrivano a 24-72 ore. Il risultato?
Un impasto leggero, digeribile, che si gonfia con le classiche bolle sul cornicione.
Il forno a legna è obbligatorio: deve raggiungere i 485°C e cuocere la pizza in 60-90 secondi.
Un tempo brevissimo che richiede abilità, attenzione e anni di esperienza.
1. L’Antica Pizzeria da Michele

Fondata nel 1870, è probabilmente la pizzeria più famosa al mondo — e fa solo due pizze:
Margherita e Marinara. Niente fronzoli, niente menu infiniti. La fila fuori è lunga, ma vale ogni
minuto. Il cornicione alto, la mozzarella di bufala che fila, il pomodoro San Marzano
dolcissimo. Questo è il punto di partenza.
L’antica Pizzeria Da Michele tutte le info le trovi sulla Guida del Gusto
2. Sorbillo (Via dei Tribunali 32)

Gino Sorbillo è un nome che i napoletani pronunciano con devozione. La sua pizzeria è nel
cuore di Spaccanapoli e ogni giorno sforna centinaia di pizze con un’attenzione quasi
maniacale per la qualità degli ingredienti. La pizza Genovese — con ragù napoletano sulla
pizza — è una visione.
Pizzeria Sorbillo tutte le info le trovi sulla Guida del Gusto
3. Di Matteo (Via dei Tribunali 94)BUON APPETITO!

Altra istituzione dei Tribunali, amata soprattutto per la frittura: montanare fritte, calzoni,
crocché. Ma la pizza al forno è di altissimo livello, con prezzi popolari che fanno venire gli
occhi lucidi. Qui si mangia in piedi o su sgabelli traballanti, e non importa: è autentico fino al
midollo.
4. Pepe in Grani (Caiazzo, Caserta)

Tecnicamente non è Napoli — è un piccolo borgo nell’entroterra campano. Ma Franco Pepe è
considerato da molti il miglior pizzaiolo del mondo, e fare 50 km per assaggiare la sua
Margherita Sbagliata (con fior di latte, pomodorino fresco e basilico aggiunto a freddo) è un
viaggio che non si dimentica mai.
5. Concettina ai Tre Santi (Rione Sanità)

Nel suggestivo Rione Sanità, questa pizzeria porta avanti la tradizione con un tocco creativo.
Ciro Oliva ha studiato prodotti locali e tecniche d’avanguardia per creare pizze che
emozionano senza tradire le radici.
6. 50 Kalò (Piazza Sannazaro)

Ciro Salvo ha costruito una piccola leggenda con il suo impasto super idratato (80% di acqua)
che dà una pizza leggerissima, quasi eterea. È in Chiaia, zona più chic di Napoli, ma i prezzi
restano onesti.
7. Starita (Via Materdei 27)

Un altro pezzo di storia napoletana, fondato nel 1901. Sophia Loren ci girò un film, ma non è
questo il motivo per venire. La pizza alla Starita — con escarola, olive e capperi — è una delle
più particolari della città.
8. Pizzeria Brandi

La leggenda dice che qui nacque la Margherita nel 1889, in onore della Regina Margherita di
Savoia. Vera o no, la storia è bella e la pizza è ottima.
Consiglio pratico
Molte pizzerie non accettano prenotazioni — arriva presto o preparati ad aspettare. Porta
cash: molti posti non accettano carte. E ordina sempre una frittatina di pasta come antipasto.
A Napoli la pizza si mangia a pranzo o a cena. La domenica è il giorno sacro: le famiglie si
siedono, si ordinano pizze fritte e pizze al forno, si parla di tutto e di niente per ore.
