Categoria: Vini & Bevande
Testo:
Quando si parla di grandi vini, l’Europa domina l’immaginario collettivo. Ma nelle ultime due decadi qualcosa è cambiato profondamente. Le vigne delle Ande argentine, le colline cilene della Valle de Colchagua e le terre rosse del Brasile meridionale stanno producendo bottiglie che sfidano i migliori Bordeaux e Brunello.
Il Malbec argentino: il re indiscusso
Mendoza, ai piedi delle Ande, è la capitale mondiale del Malbec. Il vitigno, originario della Francia, ha trovato in Argentina una seconda patria molto più generosa. L’altitudine — alcune vigne superano i 1.500 metri — regala escursioni termiche enormi tra giorno e notte, condizione ideale per sviluppare profumi intensi e colori profondi. I migliori Malbec di alta quota hanno note di mora, violetta e cioccolato fondente, con tannini setosi che invecchiano magnificamente.
Il Carménère cileno: il vitigno ritrovato
Per quasi un secolo il Cile ha prodotto quello che credeva essere Merlot. Nel 1994 un ampelografo francese scoprì che si trattava in realtà di Carménère, un vitigno bordolese creduto estinto dopo la fillossera del 1800. Oggi è il simbolo del vino cileno — speziato, erbaceo, con un finale lungo e avvolgente.
Come abbinarli in tavola
Un Malbec di corpo si sposa perfettamente con un asado argentino, ma anche con formaggi stagionati italiani o un brasato al vino rosso. Il Carménère è straordinario con pasta al ragù, cinghiale in umido o semplicemente con un tagliere di salumi nostrani.
