Come la cucina italiana celebra l’inizio della Settimana Santa — dalle focacce benedette ai biscotti rituali
Adgustum.it · Settimana Santa · 30 Marzo 2025
C’è qualcosa di speciale nell’aria la domenica delle Palme. Le chiese si riempiono di rami d’ulivo e di palme intrecciate, i bambini sfilano in processione con i loro ramoscelli benedetti, e nelle case italiane si prepara il primo dolce della settimana — quello che segna l’inizio dell’attesa.
La Domenica delle Palme non è solo l’inizio della Settimana Santa liturgica. È l’inizio di una settimana speciale anche in cucina — una settimana di ricette antiche, di profumi carichi di significato, di piatti che tornano ogni anno come le rondini e ogni anno emozionano come se fosse la prima volta.
In molte regioni italiane, questa domenica ha le sue ricette precise. Non le grandi preparazioni — quelle arrivano giovedì e venerdì — ma i dolci dell’attesa: quelli che si preparano ancora, che si preparano in attesa.
La tradizione del pane benedetto
In tutta Italia meridionale, e in particolare in Campania, Calabria e Sicilia, la domenica delle Palme si porta in chiesa non solo i rami d’ulivo ma anche il pane — grossi filoni o forme rotonde — da far benedire durante la messa. Questo pane benedetto è diverso dal pane di tutti i giorni: è un pane da custodire, da non sprecare, da portare a tavola nei momenti speciali.
A Napoli esiste il Pane di San Giuseppe — un pane dolce arricchito con uva passa e noci — che in molte famiglie si prepara proprio in questo periodo, come rito di passaggio tra la festa del padre (19 marzo) e la Pasqua. A Palermo la domenica delle Palme vede nelle case i cosiddetti pupi di zucchero — figurine di zucchero colorato a forma di agnello, cavallo, cestino di fiori — che i bambini ricevono in dono dai padrini come piccoli presagi della Pasqua che arriva.
La ricetta del giorno — Focaccia dolce alle olive e rosmarino
Non è un dolce classico della domenica delle Palme in senso stretto, ma è il tipo di preparazione che in molte case del Sud Italia accompagna questo giorno: una focaccia ricca e profumata, che mette insieme il salato delle olive e il dolce del miele, come a dire che la settimana che inizia ha due facce — la penitenza e la gioia che la aspetta.
Ingredienti — per una teglia 30×20 cm
- 500 g di farina 00
- 300 ml di acqua tiepida
- 7 g di lievito secco (o 20 g fresco)
- 2 cucchiai di olio extravergine d’oliva + altro per la teglia
- 1 cucchiaino di sale
- 1 cucchiaino di zucchero
- 150 g di olive nere denocciolate
- 2 rametti di rosmarino fresco
- 2 cucchiai di miele di acacia per la finitura
- Sale grosso e fiocchi di sale marino
Procedimento
- Sciogli il lievito e lo zucchero nell’acqua tiepida. Lascia riposare 10 minuti finché non fa la schiuma — segno che il lievito è attivo.
- Versa la farina a fontana, aggiungi il liquido al centro e inizia a impastare. Aggiungi l’olio e il sale. Lavora per 10 minuti fino a ottenere un impasto liscio ed elastico.
- Metti in una ciotola unta, copri con pellicola e lascia lievitare in luogo tiepido per 1 ora e mezza, o finché non raddoppia.
- Stendi l’impasto nella teglia oliata, allargandolo con i polpastrelli fino a coprire tutta la superficie. Lascia riposare altri 20 minuti.
- Crea le fossette con le dita premendo delicatamente. Distribuisci le olive, gli aghi di rosmarino, un filo generoso di olio extravergine e i fiocchi di sale.
- Cuoci in forno preriscaldato a 220 gradi per 20-25 minuti, finché la superficie è dorata e fragrante.
- Appena sfornata, versa il miele a filo sulla superficie calda. Il calore lo scioglie e crea una glassa dorata e profumata. Servi tiepida.
| 💡 Il trucco del cuoco Il miele va aggiunto sempre a focaccia appena sfornata e ancora bollente — in questo modo si amalgama con l’olio in superficie creando una glassa sottile e lucida. Se aspettate che si raffreddi, il miele cristallizza e invece di glassare, gruma. La combinazione olio-miele-rosmarino-olive sulla focaccia calda e una di quelle cose semplici che tolgono il fiato. |
La domenica delle Palme sa di ulivo benedetto e di farina lavorata a mano. E il profumo dell’attesa — dolce e un po’ solenne, come tutto quello che vale la pena aspettare.
